Grande Camera, sentenze 15 febbraio 2008, ricorso n. 27278/03, Arvanitaki-Roboti e altri c. Grecia, e ricorso n. 38311/02, Kakamoukas e altri c. Grecia

Diritto alla ragionevole durata del processo (art. 6) – processo amministrativo – equa soddisfazione (art. 41) – danno non patrimoniale – criteri di quantificazione

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Massima

- Giustizia amministrativa - Durata eccessiva del processo intentato da parte di medici avente ad oggetto la legittimità della decisione di rigetto della richiesta di indennizzo per ore di lavoro straordinario - Violazione del diritto alla ragionevole durata del processo (art. 6, par. 1, CEDU) - Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) - Liquidazione del danno morale - Rilevanza del numero di attori in un litisconsorzio attivo (rispettivamente 91 e 58 nei casi di specie) - L’elevato numero di attori può portare, a seconda delle circostanze, ad una riduzione del danno da liquidare oppure ad un suo aumento - Riduzione nei casi di specie del danno morale in ragione della minor sofferenza individuale derivante dalla condivisione di un obiettivo processuale comune, ed aumento in ragione della rilevanza del giudizio di legittimità ai fini della decisione delle cause già intentate per il risarcimento del danno.

Nota

In questi casi, la Grande Camera ha fissato i criteri di risarcimento del danno morale da durata eccessiva della procedura nel caso in cui vi siano numerosi ricorrenti: in particolare, secondo la Corte, si deve aver riguardo alla natura della violazione e fissare l’ammontare in maniera che la somma totale sia compatibile con la sua giurisprudenza e ragionevole rispetto all’enjeu della procedura interna.

Sempre in tema di quantificazione del danno non patrimoniale da eccessiva durata della procedura v. Grande Camera, sentenza 29 marzo 2006, n. 64886/01, Cocchiarella c. Italia.