Camera, sentenza 24 gennaio 2008, ricorso n. 29787/03 e n. 29810/03, Riad e Idiab c. Belgio

Divieto di tortura (art. 3) - trattamento degradante - diritto alla libertà e sicurezza (art. 5) – privazione della libertà – previo esaurimento dei rimedi interni – espulsione – arresto o detenzione legittima – prevenzione dell’ingresso irregolare nel territorio dello Stato – procedura prevista dalla legge.

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Massima

- Detenzione di uno straniero nella zona di transito di un aeroporto (in assenza di assistenza sociale o umanitaria) disposta dalla sola autorità amministrativa per un tempo indefinito e in seguito ad un abuso d’ufficio - Pretesa violazione del diritto alla libertà personale (art. 5, par. 1) - Illegalità della detenzione nel caso di specie - E’ parimenti illegale, dal punto di vista della CEDU, l’arresto e la detenzione, in un centro di detenzione per stranieri, dello straniero di cui l’autorità giudiziaria abbia disposto la liberazione (straniero che non aveva commesso alcuna infrazione all’infuori dell’ingresso irregolare - senza visto - sul territorio dello Stato e senza che le autorità si fossero avvalse della possibilità prevista dal diritto belga di ordinarne il soggiorno in un luogo determinato) - Natura essenziale dell’esecuzione delle decisioni giudiziarie ai fini del rispetto dello Stato di diritto - Violazione dell’art. 5, par. 1, CEDU - Pretesa violazione del divieto di trattamento inumani o degradanti (art. 3 CEDU) per le condizioni di detenzione nella zona aeroportuale - Una zona di transito aeroportuale priva di spazi all’aria aperta, di mezzi di informazione e di un servizio di approvvigionamento non è idonea a trattenervi una persona per più di dieci giorni - Costituisce trattamento inumano e degradante la detenzione per più di dieci giorni dei due ricorrenti nella zona di transito, nonostante la decisione dell’autorità giudiziaria di liberarli, senza alcuna assistenza da parte dell’Ufficio stranieri, che verosimilmente li aveva relegati nella zona di transito in tali condizioni per spingerli a ripartire volontariamente, e privi di assistenza umanitaria e della possibilità di comunicare con un avvocato o un’organizzazione non governativa - Violazione dell’art. 3 CEDU.

Nota

Il caso concerne il mantenimento dei ricorrenti (stranieri in situazione irregolare) in una zona di transito dell’aeroporto per un periodo superiore a dieci giorni in assenza di misure idonee a provvedere ai loro bisogni essenziali.

La Corte ha concluso che si trattava di una “privazione di libertà” contraria all’art. 5 CEDU; essa ha inoltre ritenuto che le condizioni del trattenimento degli stranieri fossero inumane e degradanti in violazione dell’art. 3 CEDU.

Per un precedente, v. sentenza del 25 giugno 1996, Amuur c. Francia, Recueil des arrêts et décisions 1996-III.