Camera, sentenza 17 gennaio 2008, ricorso n. 14810/02, Ryakib Byryukov c. Russia

Diritto ad un equo processo (art. 6) – processo civile – sentenza resa pubblicamente.

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Massima

- Procedimento civile per risarcimento danni per responsabilità colposa in campo medico (domanda respinta sia in primo che in secondo grado) - Pretesa violazione del principio della pubblicità delle sentenze (art. 6, par. 1, CEDU) - Lettura del dispositivo in udienza e notifica della motivazione, sia in primo che in secondo grado, alle sole parti ed ai loro difensori non sufficienti a costituire una sentenza “resa pubblicamente”, quando nessun altro soggetto sia abilitato a procurarsene il testo in cancelleria e il dispositivo si limiti a riferirsi alla disposizione del codice civile contenente il principio della responsabilità civile senza nessuna indicazione circa le modalità di applicazione nel caso concreto - Il principio secondo cui la sentenza deve essere “resa pubblicamente” serve anche a garantire un controllo pubblico sul potere giudiziario per assicurarsi del rispetto da parte di quest’ultimo dei principi dell’equo processo - Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU.

Nota

In questo caso la Corte ha, per la prima volta, constatato la violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU in conseguenza del fatto che il pubblico non poteva avere accesso al testo motivato di una sentenza civile, ma solo assistere alla lettura del dispositivo, che si limitava a menzionare la disposizione legale sulla quale si fondava il rigetto delle pretese del ricorrente.