Grande Camera, sentenza 29 gennaio 2008, ricorso n. 13229/03, Saadi c. Regno Unito

Diritto alla libertà e sicurezza (art. 5) – privazione della libertà – arresto o detenzione legittima – prevenzione dell’ingresso non autorizzato nel territorio dello Stato – informazione tempestiva – proporzionalità – ragionevole durata della detenzione.

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Massima

- Arresto e detenzione di un richiedente asilo che si sia attenuto alle prescrizioni delle autorità - Pretesa violazione del diritto alla libertà personale (art. 5 CEDU) - Legittimità della detenzione volta ad impedire l’ingresso irregolare dello straniero nel territorio dello Stato (art. 5, par. 1, lett. f), a condizione che essa non sia arbitraria - Non arbitrarietà della misura se le sue modalità sono strettamente correlate al suo scopo (quello di impedire l’ingresso irregolare di stranieri), se le autorità hanno agito in buona fede, se la sua durata è contenuta, se si svolge in condizioni umane (tenuto specialmente conto del fatto che la misura detentiva non è applicata al responsabile di un reato ma a stranieri che spesso fuggono dal loro paese temendo per la vita), e infine se vengono rispettate le varie garanzie previste dall’art. 5 CEDU - Nel caso di specie la durata della detenzione (7 giorni), in un centro di detenzione destinato a permettere un esame rapido della posizione degli stranieri interessati, può essere considerata accettabile - Non violazione dell’art. 5, par. 1, lett. f, CEDU - Il ricorrente è stato informato in ritardo del motivo dell’arresto (76 ore dopo) e per di più non direttamente ma per il tramite del suo avvocato - Violazione dell’art. 5, par. 2, CEDU.

Nota

Il caso concerne la detenzione in un centro di accoglienza di un richiedente asilo che aveva ottenuto un’ammissione temporanea nel territorio dello Stato.

La Corte ha concluso per la non violazione dell’art. 5, par. 1, lett. f, CEDU, mentre ha riscontrato una violazione del par. 2 della medesima disposizione per il ritardo con cui è stata fornita al ricorrente l’informazione circa i motivi del suo trattenimento.

La sentenza è significativa per l’affermazione secondo cui l’art. 5, par. 1, lett. f, CEDU non richiede che la detenzione sia necessaria per impedire l’ingresso non autorizzato di uno straniero nel territorio dello Stato, ma solo che essa non si protragga per un tempo eccessivamente lungo.