Camera, decisione 4 gennaio 2008, ricorso n. 23800/06, Shelley c. Regno Unito

Diritto alla vita (art. 2) – Divieto di tortura (art. 3) – trattamento degradante – trattamento inumano – divieto di discriminazione (art. 14) – disparità di trattamento – situazioni comparabili – margine di apprezzamento – giustificazione oggettiva e ragionevole – altre condizioni personali – diritto al rispetto della vita privata (art. 8) – obblighi positivi – proporzionalità – qualità di vittima.

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Massima

- Detenuto esposto a rischi di contagio da AIDS o epatite - Pretesa violazione del diritto alla vita (art. 2 CEDU), del divieto di trattamenti inumani o degradanti (art. 3 CEDU) e del diritto al rispetto della vita privata (art. 8 CEDU) per effetto della decisione delle autorità penitenziarie di somministrare al detenuto pasticche disinfettanti, anziché mettergli a disposizione siringhe nuove - Pretesa violazione del divieto di discriminazione (art. 14 CEDU) - La mancata somministrazione di siringhe nuove rientra nell’ambito di discrezionalità delle autorità nazionali in materia di politiche di prevenzione sanitaria qualora l’interessato non dimostri di essere personalmente esposto a rischi diretti o di non aver avuto accesso a informazioni o ad assistenza relative a rischi per la salute imputabili alle autorità - Le autorità erano quindi legittimate ad applicare alle prigioni misure diverse da quelle praticate all’esterno in materia di distribuzione di siringhe nuove, tenuto anche conto della loro preoccupazione di non favorire l’uso di droghe in prigione e del fatto che tale approccio è comunque sottoposto a monitoraggio - Manifesta infondatezza della doglianza relativa agli artt. 2, 3, 8 e 14 CEDU - Irricevibilità del ricorso.

Nota

In questo caso la Corte ha ritenuto che il rifiuto delle autorità di predisporre un sistema di ricambio delle siringhe per evitare che i carcerati che facevano uso di droghe in prigione potessero contrarre virus non fosse incompatibile con gli artt. 2, 3, 8 e 14 CEDU.

La Corte ha invocato il margine di apprezzamento delle autorità interne in una materia tanto delicata e controversa quale quella della profilassi.

In ogni caso, i carcerati disponevano di pasticche disinfettanti.