Camera, sentenza 3 giugno 2008, ricorsi n. 5629/03 e n. 3028/04, Dimitrescu c. Romania

diritto al rispetto dei beni (art. 1 P. 1) – restituzione – nazionalizzazione dei beni.

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Massima

Restituzione a due fratelli di un immobile nazionalizzato di proprietà di loro padre – Azioni di rivendica intraprese dai due ricorrenti nei confronti dei locatari cui nel frattempo lo società statale di amministrazione dell’immobile aveva ceduto la proprietà di alcuni appartamenti facenti parte dello stesso – Rigetto della domanda restitutoria formulata nei confronti di due acquirenti – Questione preliminare attinente al locus standi di uno dei due ricorrenti che aveva ceduto mediante contratto al fratello tutti i diritti relativi alle controversie pendenti dinanzi alla Corte europea – Rilevanza dell’accordo privato intervenuto tra i due ricorrenti – Radiazione del ricorso dal ruolo in relazione al ricorrente cessionario – Sussistenza del diritto di proprietà del ricorrente sull’immobile (ivi inclusi i due appartamenti venduti a terzi) in forza di una decisione giudiziaria definitiva ed irrevocabile – Pretesa violazione del diritto al rispetto dei beni (art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU) – Nel contesto normativo rumeno concernente la restituzione dei beni nazionalizzati dal regime comunista, la vendita da parte dello Stato di un bene altrui a terzi di buona fede, sebbene anteriore alla conferma definitiva dell’altrui diritto di proprietà, costituisce una privazione di un bene che, considerata anche la totale assenza di indennizzo, è contraria all’art. 1 del Protocollo n. 1 – Assenza di elementi che giustifichino una conclusione diversa da quella accolta dalla Corte in precedenti casi analoghi – Violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1 – Manifesta infondatezza della doglianza attinenti al difetto di equità della procedura dinanzi alle giurisdizioni nazionali (art. 6 CEDU) – Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – Obbligo per lo Stato, in difetto di restituzione dei due appartamenti, di corrispondere al ricorrente una somma a titolo di danno patrimoniale pari al valore attuale degli immobili – Liquidazione del danno non patrimoniale.

Nota

Questa pronuncia presenta interesse per la circostanza che – a quanto risulta per la prima volta – la Corte ha preso in considerazione un contratto concluso tra due privati cittadini (nella specie i due ricorrenti), in cui l’uno cedeva integralmente all’altro i diritti oggetto del ricorso a Strasburgo.

Sulla base di tale contratto, la Corte ha affermato la perdita di locus standi del cedente e radiato il ricorso dal ruolo per quanto lo riguarda. Nel merito, la Corte ha constatato una violazione del diritto al rispetto dei beni per la vendita a terzi di beni nazionalizzati durante il regime comunista di cui era stata disposta con sentenza definitiva la restituzione ai legittimi proprietari (per un precedente cfr. sentenza 16 febbraio 2006, ricorso n. 4596/03, Porteanu c. Romania, §§ 32-35).