Camera, sentenza del 8 aprile 2008, ricorso n. 7170/02, Gradinar c. Moldova

Ricorsi individuali (vittima) – Diritto a un processo equo.

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Massima

Processo penale contro il marito defunto della ricorrente (costituitasi parte civile) proseguito dopo la morte del primo e conclusosi con una condanna – Pretesa violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Riconoscimento della qualità di vittima alla ricorrente – Serie perplessità della Corte sulla possibilità di condannare una persona deceduta – Condanna sulla base di dichiarazioni auto-accusatorie e mancato esame da parte dei tribunali interni sia di varie irregolarità che dell’alibi invocato a favore dell’accusato – Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Nessuna statuizione su danni e spese a causa della mancata produzione di elementi a sostegno.

Nota

Gradinar c. Moldova, sentenza dell’8 aprile 2008, n. 7170/02: la sentenza presenta interesse per due aspetti: a) riconosce che la vedova un condannato può avere un “diritto civile” alla riapertura della procedura per ottenere una dichiarazione di innocenza e può quindi invocare l’art. 6 CEDU; b) oltre ad esprimere dubbi sulla “convenzionalità” di un sistema che permette di processare e condannare persone decedute, si spinge a valutare la pertinenza delle prove a carico su cui si sono fondate le giurisdizioni nazionali, in contrasto con il self-restraint tradizionalmente esercitato dalla Corte in questo ambito.