Camera, sentenza del 24 aprile 2008, ricorso n. 2947/06, Ismoilov e altri c. Russia

Divieto di tortura (estradizione) – Diritto a un processo equo (presunzione di innocenza) – Diritto alla libertà e sicurezza (legalità/qualità della legge e controllo della legalità della detenzione).

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Massima

Decisione delle autorità russe, confermata dalle giurisdizioni competenti, di estradare in Uzbekistan 12 cittadini usbechi e un cittadino kirghiso (accusati di aver finanziato la rivolta del 2005) in seguito alle assicurazioni diplomatiche, da parte delle autorità usbeche, che gli interessati non sarebbero stati torturati né condannati a morte – Rifiuto delle autorità russe di accordare loro lo status di rifugiati politici nonostante la pronuncia favorevole dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dati i rischi di persecuzione e tortura in caso di estradizione – Provvedimento di estradizione poi sospeso in seguito alla richiesta di misure cautelari da parte della Corte ex art. 39 Regolamento – Pretesa violazione degli artt. 3, 6, par. 2, 5, par. 1, e 5, par. 4, CEDU – Insufficienza di semplici assicurazioni diplomatiche a fronte di rischi concreti di maltrattamenti e tortura sulla base di elementi seri (l’assenza di progressi in materia da parte dell’Uzbekistan attestata da fonti indipendenti, le persecuzioni già subite dagli interessati, la posizione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite) – Violazione dell’art. 3 CEDU – Articolo 6, par. 2, CEDU applicabile anche a procedimenti estradizionali – Provvedimento di estradizione, basato non su una sentenza di condanna ma su un atto di accusa da parte delle autorità usbeche, redatto in termini tali da presentare gli interessati non come “accusati” ma come colpevoli di reati di terrorismo e di altra natura – Violazione dell’art. 6, par. 2, CEDU – Giurisprudenze contraddittorie in materia di detenzione estradizionale tali da rendere imprevedibile l’applicazione delle disposizioni pertinenti e di conseguenza base legale incerta – Violazione dell’art. 5, par. 1, CEDU – Assenza di una via di ricorso esperibile in modo autonomo dagli estradandi per ottenere il controllo della regolarità della detenzione – Violazione dell’art. 5, par. 4, CEDU – Liquidazione del danno non patrimoniale e delle spese legali.

Nota

Ismoilov e altri c. Russia, sentenza del 24 aprile 2008, n. 2947/06, notevole per due motivi: a) riprendendo la sentenza della Grande Camera nel caso Saadi c. Italia (sentenza del 28 febbraio 2008, n. 37201/06), accerta il rischio di trattamenti contrari all’art. 3 in Uzbekistan sulla base dei rapporti di esperti internazionali; b) pur confermando la giurisprudenza Mamatkulov e Askarov c. Turchia ([GC], sentenza del 4 febbraio 2005, nn. 46827/99 e 46951/99, CEDH 2005-I), secondo la quale una procedura di estradizione non concerne un’accusa in materia penale, la Corte ha ritenuto che la circostanza che essa fosse propedeutica all’incriminazione dei ricorrenti in un altro Stato fosse sufficiente a rendere applicabile la presunzione di innocenza garantita dal secondo paragrafo dell’art. 6 CEDU (poi ritenuto violato per le affermazioni colpevoliste delle autorità russe).