Camera, sentenza 24 aprile 2008, ricorso n. 15349/06, Rizzotto c. Italia

Detenzione provvisoria /Custodia cautelare – Provvedimenti del Giudice per le Indagini Preliminari – Istanza di riesame – Gravi indizi di colpevolezza – Arresti domiciliari – Articolo 5 § 4 della Convenzione europea dei diritti umani – Esigenza del breve termine per le decisioni sulla scarcerazione – Ritmo ragionevole – Motivazione delle decisioni – Violazione dell’articolo 5 § 4 della Convenzione europea dei diritti umani.

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Massima

Sostituzione della detenzione cautelare con misura meno afflittiva a seguito di ricorso per cassazione – Pretesa violazione del diritto della persona privata della libertà di ottenere una pronuncia sulla “legittimità” della detenzione entro un “breve termine” (art. 5, par. 4, CEDU) – Necessità per lo Stato di assicurare il rispetto del “breve termine” anche nel caso in cui sia previsto un doppio grado di giudizio – Valutazione della durata del procedimento de libertate alla luce delle circostanze di ciascun caso, tenuto conto segnatamente dello svolgimento generale del procedimento e della misura in cui i ritardi siano imputabili alla condotta del ricorrente o dei suoi avvocati – Applicabilità della garanzia anche nel caso di pluralità di domande di scarcerazione formulate dal detenuto ed insussistenza al riguardo di un “margine di apprezzamento delle autorità” – Durata eccessiva del procedimento dinanzi alla Corte di cassazione pari a 10 mesi (6 mesi per lo svolgimento della procedura e 4 mesi per il deposito della sentenza) – Complessità del caso non sufficiente per giustificare nella specie la durata complessiva della procedura ed insussistenza di ritardi attribuibili al ricorrente – Violazione dell’art. 5, par. 4, CEDU – Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – Liquidazione del danno non patrimoniale e delle spese legali.

Nota

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