Camera, sentenza del 27 marzo 2008, ricorso n. 44009/05, Shtukaturov c. Russia

Alienati - Diritto a un processo equo – Diritto al rispetto della vita privata – Diritto alla libertà e sicurezza (libertà fisica e presentazione di un ricorso) – Ricorsi individuali (ostacolare l’esercizio effettivo del diritto di ricorso).

 TestoVisualizza il testo integrale

Massima

Disabile mentale interdetto su iniziativa della madre senza essere sentito (madre nominata tutrice) – Appello e altre istanze proposti dal ricorrente rigettati in quanto ormai interdetto (tutrice unico soggetto abilitato) – Successivo ricovero in ospedale psichiatrico su istanza della madre – Incontro con il legale di fiducia negato nonostante una richiesta da parte della Corte ex art. 39 Regolamento - Pretesa violazione degli artt. 6, par. 1, 8, 5, parr. 1 e) e 4, e 34 CEDU – Decisione del giudice di dichiarare l’interdizione sulla base delle sole prove documentali, tra cui una perizia psichiatrica, ma senza sentire il ricorrente, nonostante le sue effettive condizioni lo avrebbero permesso, contraria al principio del contraddittorio e non sanata dalla presenza, peraltro passiva, di un rappresentante dell’ospedale e del procuratore – Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Grave interferenza nel diritto al rispetto della vita privata – Legislazione russa rigidamente vincolata dall’alternativa tra capacità e incapacità totali e non attrezzata a dare risposte graduate ai vari casi intermedi – Violazione dell’art. 8 CEDU – Mancata dimostrazione da parte del Governo dell’effettiva necessità dell’internamento del ricorrente – Violazione dell’art. 5, par. 1 e), CEDU – Internamento basato su una valutazione inadeguata dello stato di salute mentale del ricorrente e impossibilità di ricorrere in proprio contro i provvedimenti di internamento – Violazione dell’art. 5, par. 4, CEDU – Grave ostacolo alla prosecuzione del ricorso innanzi alla Corte derivante dall’impossibilità per il ricorrente di comunicare con il legale di fiducia e dal rifiuto del Governo russo di applicare la misura cautelare richiesta dalla Corte a questo riguardo – Irrilevanza del fatto che la richiesta sia stata rivolta allo Stato russo anziché a specifiche autorità – Violazione dell’art. 34 CEDU – Liquidazione dei danni e delle spese non sufficientemente istruita e non matura quindi per la decisione.

Nota

Shtukaturov c. Russia, sentenza del 27 marzo 2008, n. 44009/05, che rappresenta un ulteriore caso di violazione dell’art. 34 CEDU per il rifiuto opposto dalle autorità di russe di ottemperare ad una misura provvisoria richiesta dalla Corte (nella fattispecie: permettere contatti tra il ricorrente – internato in un ospedale psichiatrico – ed il suo avvocato). Sugli obblighi nascenti ex art. 34 CEDU in circostanze simili, cfr. Mamatkoulov e Askarov c. Turchia, sentenza del 4 febbraio 2005, nn. 46827/99 e 46951/99, CEDH 2005-I.

La sentenza riveste importanza altresì per le affermazioni di violazione degli artt. 6 e 8 della Convenzione a causa della dichiarazione di incapacità di intendere e di volere del ricorrente senza che questi fosse stato sentito da un tribunale o che la sua malattia fosse stata accertata in maniera convincente.