Camera, sentenza del 13 maggio 2008, ricorso n. 52515/99, Juhnke c. Turchia

Divieto di tortura (tortura – trattamento inumano) - Diritto al rispetto della vita privata (ingerenza necessaria in una società democratica – prevista dalla legge)

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Massima

Cittadina tedesca condannata a pena detentiva in Turchia per partecipazione ad attività terroristiche – Sottoposizione ad esame ginecologico con il consenso della ricorrente prestato in condizioni di vulnerabilità psichica dopo essere stata detenuta durante nove giorni senza assistenza legale – Pretesa violazione degli artt. 3 (sotto il profilo del divieto di tortura e trattamenti inumani) e dell’art. 8, par. 1, CEDU (diritto al rispetto della vita privata) – Mancata prova del carattere coatto dell’esame ginecologico, non imposto contro il rifiuto dell’interessata, e quindi assenza di violazione dell’art. 3 CEDU - Esame in questione scaturito da una decisione discrezionale delle autorità penitenziarie non corrispondente alla prassi, privo di una base legale e apparentemente finalizzato a prevenire false accuse di violenza sessuale ai danni degli agenti di sicurezza che avevano proceduto all’arresto – Finalità in linea di principio legittima ma misura sproporzionata data l’assenza di qualunque indicazione su siffatte accuse nei confronti degli agenti – Violazione dell’art. 8, par. 1, CEDU – Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – Liquidazione del danno non patrimoniale – Spese legali non dimostrate.

Nota

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