Camera, sentenza 8 luglio 2008, ricorso n. 8917/05, Kart c. Turchia

Diritto a un processo equo (accesso a un tribunale).

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Massima

Rigetto della richiesta di un parlamentare di revoca dell’immunità parlamentare allo scopo di difendersi nel processo – Pretesa violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Immunità parlamentare finalizzata a garantire l’indipendenza e il normale svolgimento delle funzioni dei parlamentari e del parlamento stesso – Tuttavia immunità per i parlamentari turchi più ampia che in altri organi parlamentari in Europa (estesa sia alla sfera civile che a quella penale e inoltre agli atti commessi prima dell’inizio del mandato) – Assenza di criteri precisi in materia di autorizzazione a procedere e di limiti temporali per la relativa procedura – Decisione essenzialmente politica – Mancata considerazione del chiaro desiderio del ricorrente di rinunciare all’immunità – Impossibilità di difendersi nel merito dalle accuse nei suoi confronti – Rischio di pregiudizio per l’assunzione delle prove a causa del rinvio della ripresa del processo alla fine del mandato parlamentare – Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU.

Nota

Kart c. Turchia, sentenza dell’8 luglio 2008, n. 8917/05, nella quale la Corte ha affrontato una questione inedita, ovvero quella del deputato che lamenta di non poter rinunciare all’immunità parlamentare che congela, per il periodo del suo mandato, un procedimento penale pendente a suo carico (e che l’interessato aveva, evidentemente, interesse a veder definito). In materia di immunità parlamentare, dal punto di vista della persona che intende iniziare procedimenti civili o penali contro un deputato o un senatore, v. Cordova c. Italia n. 1, sentenza del 30 gennaio 2003, n. 40877/98, CEDH 2003-I, Cordova c. Italia (n. 2), sentenza del 30 gennaio 2003, n. 45649/99, CEDH 2003-I e A. c. Regno Unito, sentenza del 17 dicembre 2002, n. 35373/97, CEDH 2002-X.