Camera, decisione 29 aprile 2008, ricorso n. 18648/04, McDonald c. Francia

Diritto a un processo equo (accesso a un tribunale) – Divieto di discriminazione

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Massima

Rifiuto delle giurisdizioni francesi di concedere l’exequatur alla sentenza di divorzio pronunciata da un tribunale statunitense (dopo una prima pronuncia francese di rigetto non appellata dal ricorrente) che aveva ritenuto la propria competenza esclusiva sulla base della residenza (temporanea) dell’attore – Applicazione da parte delle giurisdizioni francesi del privilegio della giurisdizione esclusiva di queste ultime a favore della controparte avente anche la cittadinanza francese e per via della frode imputata all’attore – Operatività nel caso di specie del privilegio della giurisdizione esclusiva a favore dei cittadini francesi in assenza di un accordo bilaterale con gli Stati Uniti sulla rinuncia a criteri arbitrari di definizione della giurisdizione competente (diversamente dal contesto intra-europeo) – Pretesa violazione del diritto ad un equo processo combinato con il divieto di discriminazione basato sulla nazionalità (artt. 6, par. 1, e 14 CEDU) – Rifiuto di concedere l’exequatur costitutivo di interferenza nel diritto ad un equo processo ma giustificato nel caso di specie dall’omessa presentazione di appello contro la sentenza francese di rigetto della domanda di divorzio e dal tentativo dell’attore di aggirare quest’ultima e le regole processuali francesi attraverso un’azione di fronte al tribunale statunitense – Irricevibilità delle doglianze per manifesta infondatezza.

Nota

McDonald c. Francia, decisione del 29 aprile 2008, n. 18648/04, riguardante il rifiuto di concedere l’exequatur ad una sentenza americana in virtù di una disposizione del codice civile che stabilisce la competenza dei tribunali francesi in caso di nazionalità francese delle parti. Nel concludere sull’irricevibilità del ricorso, la Corte ha ammesso che uno Stato contraente possa rifiutare di eseguire una decisione giudiziaria che non soddisfa le regole procedurali in vigore. In materia di exequatur, v. Pellegrini c. Italia, sentenza del 20 luglio 2001, n. 30882/96, CEDH 2001-VIII.