Camera, sentenza 8 luglio 2008, ricorso n. 1905/05, Perre ed altri c. Italia

Diritto ad un equo processo – diritti ed obblighi di carattere civile – udienza pubblica – divieto di accesso del pubblico

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Massima

Assenza di pubblicità nel procedimento per l’applicazione della misura di prevenzione consistente nella confisca di beni di sospetta provenienza illecita – Pretesa violazione del diritto ad un’udienza pubblica per la determinazione di un diritto o di un’obbligazione di carattere civile (art. 6, par. 1, CEDU) – Ricevibilità del ricorso – Richiamo ai principi sanciti dalla Corte nella sentenza 13 novembre 2007, ricorso n. 399/02, Bocellari e Rizza c. Italia – Lo svolgimento in camera di consiglio delle procedure per l’applicazione delle misure di prevenzione, tanto in primo grado quanto in grado di appello, è espressamente prevista dal’art. 4 della l. n. 1423 del 1956 e gli interessati non hanno la facoltà di richiedere ed ottenere la celebrazione di un’udienza pubblica – Benché tali procedure possano talvolta presentare un elevato livello di tecnicità e mettere in gioco interessi superiori, le persone coinvolte dall’applicazione misure di prevenzione devono vedersi offrire almeno la possibilità di sollecitare un’udienza pubblica, tenuto conto degli effetti che esse sono suscettibili di produrre sulla loro situazione personale – Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Nessuna richiesta a titolo di equa soddisfazione (art. 41 CEDU)

Nota

La Corte ribadisce i principi enunciati nella sentenza 13 novembre 2007, ricorso n. 399/03, Bocellari e Rizza c. Italia, relativamente alla violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU per difetto di pubblicità nel procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione. Benché trattasi di un tipico caso di violazione “strutturale” conseguente all’applicazione di norme interne, la Corte ha sino ad ora ritenuto di non doversi pronunciare sulle misure di carattere generale ai sensi dell’art. 46 CEDU.