Camera, decisione 27 maggio 2008, ricorso n. 25424/05, Ramzy c. Paesi Bassi

Garanzie procedurali in caso di espulsione di stranieri - contestare l’espulsione - espulsione dello straniero - Diritto ad un ricorso effettivo - ricorso effettivo - processo equo - procedura in contraddittorio

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Massima

Espulsione verso l’Algeria di un richiedente asilo sospettato di essere coinvolto in attività terroristiche sulla base di informazioni raccolte dai servizi segreti non utilizzabili nell’ambito del procedimento penale instaurato a suo carico e conclusosi con la sua assoluzione – Pretesa violazione del divieto di espulsione verso Paesi in cui vi sono “sostanziali motivi” per ritenere che l’individuo sia esposto al “rischio reale” di subire torture o trattamenti inumani o degradanti (art. 3 CEDU) e del diritto ad un rimedio interno effettivo (art. 13 CEDU) – Sospensione dell’espulsione in via cautelare mediante indicazione al Governo convenuto di una misura provvisoria ai sensi dell’art. 39 del Regolamento di procedura della Corte – Intervento dei Governi della Lituania, del Portogallo della Slovacchia e del Regno Unito – Intervento amicus curiae di organizzazioni non governative – Ricevibilità del ricorso.

Nota

Tenendo conto dei principi enunciati nella sentenza Saadi c. Italia ([GC], ricorso n. 37201/06, 28 febbraio 2008, la Corte ha dichiarato ricevibile la doglianza di un cittadino algerino, sospettato di terrorismo, che allegava che la sua espulsione verso l’Algeria l’avrebbe esposto ad un serio rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. Nei Paesi Bassi, il ricorrente era stato assolto dalle accuse di terrorismo in quanto i rapporti dei servizi segreti erano stati ritenuti non utilizzabili come prova di penale responsabilità.