Camera, decisione 23 settembre 2008, ricorso n. 50425 e altri, E.G. c. Polonia e 175 altri “casi del fiume Bug” (radiazione dal ruolo)

Protezione della proprietà - Cancellazione dal ruolo - La prosecuzione dell’esame del ricorso non è giustificata - La controversia è stata risolta

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Massima

Pretesa violazione del diritto al rispetto dei beni (art. 1 del Protocollo n. 1) per mancanza sino al 2005 di un adeguato meccanismo di attuazione del diritto dei ricorrenti ad un indennizzo per la perdita delle proprietà situate al di là del fiume Bug e per la conseguente riduzione dell’indennizzo a circa il 20% del valore attuale delle stesse – Applicazione della procedura della “sentenza pilota” nella quale è stato rilevato un “problema sistemico connesso al malfunzionamento della legislazione e prassi nazionale” – Applicazione dell’art. 37 CEDU (radiazione del ricorso dal ruolo perché la controversia è da considerarsi risolta) – Generale compatibilità con l’art. 1 del Protocollo n. 1 dello schema compensativo introdotto in Polonia nel 2005, avuto riguardo in particolare alla sua effettiva applicazione nella prassi e alla disponibilità di rimedi interni idonei ad assicurare ai ricorrenti un’adeguata compensazione per ogni pregiudizio patrimoniale o non patrimoniale sofferto a causa della violazione strutturale – Assenza di ragioni particolari che giustifichino la prosecuzione dell’esame del caso – Radiazione dal ruolo dei ricorsi – Conseguenze dell’applicazione della procedura della “sentenza pilota” rispetto ad ulteriori ricorsi aventi il medesimo oggetto – La procedura pilota è essenzialmente congegnata al fine di assistere gli Stati contraenti nell’adempimento del loro ruolo nel quadro del sistema convenzionale mediante la risoluzione a livello nazionale dei problemi strutturali o sistemici – Il compito principale della Corte ai sensi dell’art. 19 CEDU è quello di assicurare l’osservanza degli impegni assunti dagli Stati contraenti, e non quello di rendere, continuamente, decisioni individuali in casi che non presentano più alcuna questione “viva” dal punto di vista della CEDU e che non contribuiscono in alcun modo al rafforzamento della protezione dei diritti umani – Nel caso di specie, il ruolo della Corte ai sensi dell’art. 19 CEDU deve considerarsi esaurito alla luce delle conclusioni raggiunte in merito all’adeguatezza delle misure adottate a livello nazionale per risolvere la questione – Chiusura della procedura della “sentenza pilota”, senza pregiudizio per l’eventuale riapertura dei casi in futuro ai sensi dell’art. 37, par. 2, CEDU, ove l’applicazione dello schema compensativo dovesse renderlo necessario.
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Nota

Facendo seguito alla sentenza pilota resa nel caso Broniowski c. Polonia ([GC], sentenza del 22 giugno 2004, n. 31443/96, ECHR 2004-V), la Corte ha precisato che l’art. 19 CEDU non le impone di adottare decisioni individuali in casi che hanno ormai cessato (grazie alla sentenza pilota) di sollevare serie questioni dal punto di vista della Convenzione e che, in futuro, essa potrebbe rinunciare ad esaminare ricorsi siffatti.

Si tratta di un’evoluzione interessante, che sembra preparare il campo per una radicale modifica della politica giudiziaria della Corte.
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