Camera, sentenza del 23 settembre 2008, ricorsi n. 19955/05 e 15085/06, Grayson e Barnham c. Regno Unito

Diritto ad un equo processo - accusato di un reato - procedimento penale - processo equo - controllo dell’uso dei beni - rispetto dei beni - assicurare il pagamento di ammende - confisca - inversione dell’onere della prova

 TestoVisualizza il testo integrale

Massima

Confisca di beni considerati come proventi illeciti (nella fattispecie da traffico di stupefacenti) – Inversione dell’onere della prova: a carico degli accusati di provare la liceità delle somme in un primo momento e in un secondo momento di disporre effettivamente di beni inferiori ai proventi illeciti – Pretesa violazione del diritto ad un equo processo (art. 6, par. 1, CEDU) e del diritto al rispetto dei beni (art. 1 Protocollo n. 1) – Inversione dell’onere della prova non incompatibile con il principio dell’equo processo date le garanzie generali della procedura e possibilità per il giudice di disattendere la presunzione qualora apparisse un rischio di ingiustizia – Modalità di calcolo delle somme presunte comunicate ai ricorrenti – Mancata produzione di prove credibili idonee a confutare la presunzione di illiceità delle somme – Incompetenza peraltro della Corte a rivedere le valutazioni di merito delle autorità nazionali – Assenza di violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – Confisca compatibile con l’art. 1 Protocollo n. 1 se disposta nell’ambito di una procedura rispettosa del diritto ad un equo processo (rinvio alla sentenza Phillips c. Regno Unito del 5 luglio 2001) – Assenza di violazione anche sul secondo punto.
.

Nota

[non disponibile].
.