Camera, sentenza 30 settembre 2008, ricorso n. 58492/00, Maira Pia Marchi c. Italia

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Massima

Azione instaurata dal ricorrente nel 1996 per ottenere la parte residua dell’indennizzo relativo ad un terreno espropriato in forza di accordo di cessione nel 1981 – Rigetto della domanda per decorso del termine decennale di prescrizione – Pretesa violazione del diritto al rispetto dei beni (art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU) – Rigetto dell’eccezione preliminare del Governo fondata sulla natura privata dell’atto di cessione – Reviviscenza delle norme di cui alla legge n. 2359 del 1865 per effetto della sentenza n. 223 della Corte costituzionale del 15 luglio 1983, che aveva dichiarato incostituzionale la legge n. 385 del 1980 nella parte in cui essa subordinava la liquidazione dell’indennizzo all’adozione di una legge futura – Il ricorrente non si è avvalso dell’opportunità creata dalla sentenza della Corte costituzionale del 1983 di richiedere un indennizzo pari al valore integrale di mercato del bene ai sensi della legge n. 2359 del 1865 – Non arbitrarietà dell’applicazione del termine decennale di prescrizione – Non violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1.
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Nota

Il caso ha ad oggetto la decisione dei tribunali interni di dichiarare prescritto il diritto del ricorrente ad ottenere la parte residua dell’indennizzo concordato a suo tempo in sede di cessione volontaria del terreno assoggettato alla procedura di esproprio.

Nella specie, la Corte ha escluso la violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1, ritenendo che il termine decennale di prescrizione non fosse arbitrario e che il ricorrente avrebbe dovuto attivarsi tempestivamente per richiedere un indennizzo pari al valore integrale di mercato del terreno a seguito della sentenza della Corte costituzionale del 1983.
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