Camera, sentenza 3 luglio 2008, ricorso n. 26601/02, Matveyev c. Russia

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Massima

Assoluzione del ricorrente per insussistenza del reato contestato a seguito di ricorso straordinario avverso la condanna ad una pena già espiata – Rigetto della domanda di riparazione del danno non patrimoniale subito a causa dell’errore giudiziario – Pretesa violazione del diritto al risarcimento in caso di errore giudiziario (art. 3 del Protocollo n. 7) – Sussistenza della giurisdizione ratione temporis della Corte in quanto l’annullamento della condanna del ricorrente è successivo rispetto alla data di entrata in vigore del Protocollo n. 7 per la Federazione Russa – Ai fini dell’applicabilità dell’art. 3 del Protocollo n. 7 è irrilevante la procedura all’esito della quale la condanna del ricorrente sia stata annullata (nella specie trattavasi di una procedura di revisione straordinaria) – Alla luce dei lavori preparatori, il diritto al risarcimento per errore giudiziario si limita al solo caso in cui la condanna sia stata annullata in ragione di un fatto nuovo o successivamente scoperto – Nel caso di specie, la condanna del ricorrente è stata annullata in base ad una nuova valutazione delle prove utilizzate nel procedimento penale – Insussistenza delle condizioni per l’applicabilità dell’art. 3 del Protocollo n. 7 – Irricevibilità del ricorso per incompatibilità ratione materiae con le disposizioni della Convenzione.
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Nota

Nel caso Matveyev c. Russia, in materia di riparazione per errore giudiziario; i tribunali interni avevano accolto la domanda di riparazione del danno materiale ma rigettato quella per il danno morale.

La Corte, per la prima volta a nostra conoscenza, fornisce un’interpretazione restrittiva delle condizioni di applicabilità dell’art. 3 Protocollo n. 7 fondandosi, inter alia, sul rapporto esplicativo.

Per un caso riguardante il sistema italiano, purtroppo non deciso nel merito a causa del comportamento – ritenuto abusivo – del ricorrente, v. Di Salvo c. Italia, decisione dell’11 gennaio 2007, n. 16098/05.
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