Grande Camera, sentenza del 27 novembre 2008, ricorso n. 36391/02, Salduz c. Turchia

Diritto a un processo equo (assistenza giudiziaria – procedura in contraddittorio)

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Massima

Minore accusato di favoreggiamento del PKK (organizzazione curda illegale in Turchia) – Competenza delle corti di sicurezza, innanzi alle quali non v’è diritto all’assistenza legale sin dal momento dell’arresto in deroga alle disposizioni generali – Condanna sulla base delle dichiarazioni rese sotto pressione alla polizia – Pretesa violazione del diritto ad un equo processo (art. 6, par. 1, CEDU) – La Convenzione obbliga a garantire l’assistenza di un legale sin dal primo interrogatorio a meno che circostanze particolari non giustifichino una restrizione di tale diritto – Anche in quest’ultima ipotesi le garanzie della difesa non possono essere eccessivamente limitate, come nel caso in cui dichiarazioni rese in sede di interrogatorio di polizia, senza possibilità di accedere ad un legale, costituiscono la base di una condanna – Inidoneità delle garanzie presenti nelle fasi successive della procedura a rimediare all’utilizzo determinante ai fini della condanna di dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da parte della polizia e che il ricorrente aveva poi cercato di ritrattare – Età del ricorrente fattore aggravante – Violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU (anche a motivo della mancata comunicazione al ricorrente delle conclusioni scritte del Procuratore generale presso la Corte di cassazione) - Equa soddisfazione (art. 41) – Liquidazione del danno morale e delle spese legali – Indicazione in favore di un nuovo processo, a condizione che il ricorrente lo richieda, quale forma più adeguata di riparazione.
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Nota

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