Camera, sentenza 28 ottobre 2010, ricorso n. 40080/07, Fawsie c. Grecia

Diritto al rispetto della vita familiare (art. 8 CEDU) – divieto di discriminazione (art. 14 CEDU) – rifugiati – assistenza sociale – distinzioni basate sull’origine nazionale

 TestoVisualizza il testo integrale

Massima

Rifiuto di riconoscere alla ricorrente un sussidio destinato alle madri di famiglie numerose – presunta violazione del divieto di discriminazione nel godimento del diritto al rispetto della vita privata per ragioni legate alla nazionalità della ricorrente e dei suoi figli (art. 14 CEDU, letto congiuntamente all’art. 8 CEDU) – eccezione di incompatibilità ratione materiae – l’art. 8 CEDU non impone agli Stati un obbligo positivo di fornire assistenza finanziaria alle famiglie in difficoltà – i sussidi destinati alle famiglie numerose permettono allo Stato di “testimoniare il rispetto per la vita familiare” e rientrano pertanto nel campo di applicazione dell’art. 8 CEDU, al fine di rendere operante il divieto di discriminazione di cui all’art. 14 CEDU – ricevibilità della doglianza – richiamo alla giurisprudenza precedente concernente il divieto di discriminazioni nella concessione di prestazioni sociali a famiglie di stranieri – difetto di adeguatezza e pertinenza della distinzione operata dal Governo convenuto – solo considerazioni molto valide possono indurre a ritenere giustificata una differenza di trattamento fondata sulla nazionalità – progressiva estensione del beneficio assistenziale alle famiglie di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti – Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati – violazione dell’art. 14 CEDU, letto congiuntamente all’art. 8 CEDU – equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – liquidazione del danno patrimoniale in misura corrispondente all’ammontare del sussidio non percepito (senza interessi) – liquidazione del danno non patrimoniale e delle spese legali.
.

Nota

La sentenza ha ad oggetto il rifiuto delle autorità di accordare ad una donna siriana, regolarmente residente in Grecia e con status di rifugiata politica, un sussidio per madri di famiglie numerose. Il rifiuto era stato motivato dal fatto che né la ricorrente né i suoi figli avevano la nazionalità greca o la nazionalità di uno degli Stati membri dell’Unione europea. Si tratta della prima sentenza di violazione dell’art. 14 CEDU, letto in congiunzione con l’art. 8 CEDU, in cui la Corte si pronuncia sulla delicata questione dei sussidi sociali a famiglie di stranieri che godono dello status di rifugiati. Ad analoghe conclusioni la Corte è giunta nella sentenza 28 ottobre 2010, ricorso n. 40083/07, Saidoun c. Grecia.
.