Camera, sentenza 24 giugno 2010, ricorso n. 22349/06, Mancel e Branquart c. Francia

Diritto ad un processo equo (art. 6, par. 1, CEDU) – diritto ad un tribunale imparziale ed indipendente – conflitto di interessi

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Massima

Ricorso per cassazione avverso la sentenza resa in appello a seguito di un precedente annullamento con rinvio – presunta violazione del principio di imparzialità (art. 6, par. 1, CEDU) in ragione della parziale coincidenza della composizione dei due collegi giudicanti della Corte di cassazione – nozione di imparzialità oggettiva e soggettiva – ruolo delle apparenze – ruolo e natura peculiare del controllo giurisdizionale esercitato dalla Corte di cassazione – valutazione da parte della Corte di cassazione circa la sussistenza nella specie degli elementi costitutivi del reato – il fatto che nove su sette dei componenti del collegio si fossero già pronunciati in precedenza sulla medesima questione era tale da rendere oggettivamente giustificati i timori dei ricorrenti in merito alla carenza di imparzialità oggettiva della Corte di cassazione – violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU – equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – difetto di nesso di causalità in ordine al danno patrimoniale – constatazione di violazione sufficiente per riparare il danno non patrimoniale – refusione delle spese legali.
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Nota

In questa sentenza la Corte ha ravvisato la violazione dell’art. 6 CEDU (aspetto penale) in conseguenza del fatto che due formazioni quasi identiche della Corte di cassazione si erano pronunciate su elementi di fatto in occasione di due successivi ricorsi. Per quanto in linea di principio la Corte di Cassazione sia chiamata a pronunciarsi su elementi di diritto, nella fattispecie essa si era spinta a valutare gli elementi costitutivi del reato, con conseguenti considerazioni in fatto. Visto il ruolo precedentemente avuto, essa non presentava la necessaria apparenza di imparzialità.
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