Camera, sentenza 4 novembre 2010, ricorso n. 42502/06, Muminov c. Russia

Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – danni non patrimoniali – forza vincolante ed esecuzione delle sentenze definitive (art. 46 CEDU) – esecuzione sentenza di equa soddisfazione – misure individuali

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Massima

Equa soddisfazione (art. 41 CEDU) – perdita di contatti tra il ricorrente e il suo difensore dinanzi alla Corte europea a seguito dell’estradizione in Uzbekistan – perdita di contatti tra il ricorrente e la Corte – difficoltà di esecuzione di una sentenza di equa soddisfazione dovute al fatto che il ricorrente si trova sottoposto alla giurisdizione di uno Stato non contraente – obbligo dello Stato di cooperare pienamente nelle fasi successive della procedura al fine di facilitare, mediante misure adeguate, il ristabilimento dei contatti tra il ricorrente e il suo difensore e/o tra il ricorrente e la Corte – la dichiarazione di violazione non costituisce una riparazione sufficiente per la sofferenza e la frustrazione subite dal ricorrente – liquidazione del danno non patrimoniale – obbligo dello Stato di garantire, mediante misure adeguate, l’esecuzione della sentenza di equa soddisfazione.
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Nota

La sentenza affronta il problema della perdita di contatto con uno straniero estradato verso l’Uzbekistan (e vittima di violazioni degli artt. 3, 5 e 13 CEDU), oltre che con il suo rappresentante. Dalla sentenza emerge la preoccupazione della Corte di assicurare il pagamento effettivo della somma accordata a titolo di equa soddisfazione, ingiungendo (nel dispositivo) allo Stato convenuto di facilitare i contatti tra il ricorrente ed il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, nonché i contatti tra il suo rappresentante di fronte alla Corte ed ogni persona abilitata a rappresentarlo nella procedura di esecuzione.
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